Che farei senza questo mondo senza faccia né domande
dove essere non dura che un attimo dove ogni istante
si versa nel vuoto nell’oblio di essere stato
senza quest’onda dove alla fine
corpo e ombra sprofondano insieme
che farei senza questo silenzio abisso dei bisbigli
ansimante furioso verso il soccorso verso l’amore
senza questo cielo che si innalza
sulla polvere delle sue zavorre
che farei farei come ieri come oggi
guardando dal mio oblò se non sono solo
a errare e girare lontano da ogni vita
in uno spazio burattino
senza voce tra le voci
rinchiuse con me.



6 Commenti to “Di Samuel Beckett”

  1.   pam Says:

    waw gran bel pezzo

    dovremmo autoconvincerci di non sprofondare mai :)

    notte ele..era ora che cambiavi!

  2.   bambolina barracuda Says:

    si è vero l’amore è altro…è quello che ognuno prova e che crede gli altri non abbiano mai incontrato

  3.   pam Says:

    grazie cara ele :)

    ti auguro un buonissimo week end!

  4.   pat* Says:

    in questi giorni mi chiedevo come farei senza Fede…

    un bacione ele*

  5.   Gautier Says:

    …già, si dimentica troppo spesso che il senso del viaggio è viaggiare e non giungere alla meta; così diamo importanza a cose che non ne hanno alcuna e trascuriamo invece quelle che dovremmo adorare come divinità finchè ci è dato viverle, sentirle, osservarle, assaporarle, toccarle, annusarle…

    un sorriso

    Gautier

  6.   X-Phoen Says:

    Che meraviglia “quest’onda dove alla fine corpo ed ombra sprofondano insieme”: proprio un lavacro battesimale che non separa, ma fonde, unifica, e trasfigura senza sfolgoranti bagliori, nel silenzio morbido delle profondità.

    E’ una poesia stupenda, questa che hai scelto, ele, e meriterebbe un commento ben più accurato: ma io adesso devo scappare.

    Un bacione e buona settimana! Licia (alias X-Phoen).

    P.S. Dimenticavo: buon ritorno alla tenera luna crescente che hai di nuovo lasciato sorridere nel tuo bel blog.